Kant : l’assassino alla porta e il giudizio morale comune.

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Main Author: Tafani, Daniela, 1969
Format: Article
Language:Italian
Published: 2024.
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Description
Abstract:Nel 1797, Kant sottoscrisse, rivendicandola, una tesi che Benjamin Constant aveva attribuito, con intento polemico, a “un filosofo tedesco”: neppure a un assassino che ci chieda se un nostro amico, da lui inseguito, si sia rifugiato in casa nostra, è lecito mentire. La risposta kantiana al dilemma dell’assassino alla porta e l’affermazione di un dovere incondizionato di veridicità sembrano, in virtù del loro carattere controintuitivo, mal conciliabili con la tesi kantiana che il giudizio morale comune sia affidabile, che il compito del filosofo morale sia un’analisi concettuale della morale esistente e che, quanto all’etica normativa, la filosofia non abbia nulla da dire, di diverso o di ulteriore rispetto a quanto l’uomo comune già non sappia da solo, né un diverso principio, tramite il quale giungervi. L’articolo ricostruisce il vero oggetto della discussione tra Kant e Constant e presenta la concezione che induce Kant a respingere come non realistico il dilemma dell’assassino alla porta. La dottrina morale di Kant si fonda sulla concezione, largamente condivisa tra i suoi contemporanei, che esclude che il corso del mondo e le decisioni dei soggetti morali possano essere oggetto di calcolo, previsione e controllo, e che vede perciò, come costitutive della vita morale, due dimensioni, di cui quella prioritaria impone divieti il cui rispetto è sempre in potere di ognuno.
Physical Description:p. 688-714;
ISBN:9788821315978
ISSN:0036-3502