Apocalisse.

Furkejuvvon:
Bibliográfalaš dieđut
Váldodahkki: Biguzzi, Giancarlo, sac., 1941-2016
Materiálatiipa: Girji
Giella:itáliagiella
Almmustuhtton: Milano : Edizioni Paoline, 2013.
Preanttus:3 ed.
Ráidu:I libri biblici (Edizioni Paoline) ; 20
Fáttát:
Fáddágilkorat: Lasit fáddágilkoriid
Eai fáddágilkorat, Lasit vuosttaš fáddágilkora!

MARC

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245 1 0 |a Apocalisse.  
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260 |a Milano :  |b Edizioni Paoline,  |c 2013. 
300 |a 493 p. ;  |c 24 cm. 
490 1 |a I libri biblici ;   |v 20 
505 0 |a Nuova versione, introduzione e commento di Giancarlo Biguzzi ; Ha contribuito alla lettura critica della traduzione : Prof. Anna Passoni Dell'Acqua (apetto filologico). 
520 3 |a L’Apocalisse è uno dei capolavori della letteratura universale. San Girolamo dice di questo libro biblico che ha tanti misteri quante sono le sue parole, e che ogni elogio che se ne può tessere sarà sempre impari alla sua bellezza. Mentre è diffusa la convinzione che l’Apocalisse sia un informe agglomerato di episodi, la ricerca condotta da G. Biguzzi mostra che l’Apocalisse ha logica e una trama, e che la trama narrativa ha i suoi pilastri portanti nei “settenari”: sette messaggi del Cristo a sette Chiese dell’Asia Minore, sette sigilli aperti dal Cristo-Agnello, sette flagelli scatenati dallo squillo di sette trombe, e sette scatenati dal versamento di sette coppe. Il resto dell’Apocalisse prepara o prolunga i settenari, e conduce alla radiosa conclusione del libro. Intendendo il settenario dell’apertura dei sigilli del rotolo divino alla stregua dei settenari di trombe e coppe che sono settenari di flagelli, gli interpreti moderni fanno dell’Apocalisse un libro di “catastrofi”. Non così i tre o quattro commentatori greci dell’antichità, secondo i quali quando si apre un rotolo chiuso da sette sigilli si manifesta il contenuto del rotolo e si fa opera di rivelazione. Il Cristo-Agnello dell’Apocalisse, dunque, è il rivelatore perché apre il rotolo dove sono scritte le volontà che Dio teneva nella sua destra. L’immagine del rotolo aperto dall’Agnello dice la stessa cosa di Ap 1,1: «Rivelazione di Gesù Cristo che Dio diede a lui perché la manifesti ai suoi servi». È così che l’Apocalisse può autodefinirsi libro di beatitudine: “Beato chi legge e beati quelli che ascoltano” (Ap 1,3). Altri interpreti propongono dell’Apocalisse una lettura simbolica (ad esempio, l’apertura del settimo sigillo è la morte di croce; la fuga della Donna di Ap 12 è il peccato originale e l’espulsione dal paradiso). G. Biguzzi, invece, in questo commentario fa dell’apocalisse una lettura storico-contestuale: Giovanni di Patmos ha scritto per le Chiese d’Asia e per i loro problemi, le loro difficoltà, i rischi di apostasia, di scoraggiamento e di subdolo sincretismo. Alla ricerca storica l’Apocalisse frappone il diaframma del suo linguaggio e del suo irripetibile modo di narrare, ed è dunque difficile dire che in che data fu scritta, per essere di aiuto a chi, e per combattere quali avversari. Il tentativo però è da fare perché l’autore scrisse un libro, non standosene fuori della vita e della storia, ma dal mezzo delle concrete difficoltà sue e delle sue sette Chiese. 
546 |a Texto em italiano.  
650 4 |a Novo Testamento.  |9 10658 
650 4 |a Livro do Apocalipse.  |9 66 
830 0 |a I libri biblici (Edizioni Paoline) ;   |9 7878  |v 20 
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